Macrolepiota procera
Funghi commestibili, dopo cottura
Macrolepiota procera
Tassonomia
Regno Fungi
Famiglia Agaricaceae
Genere Macrolepiota
Specie M. procera
Nomi comuni
Mazza di tamburo
Puppola
Bubbola maggiore
Crocola (Lazio settentrionale)
Grucola (Monti della Tolfa)
Catuba (Agro Ceretano)
Cucumèla (Piemonte)
Ombrellone
Parasole
Cappellone (Trentino)
Cappellino (Sicilia)
Veloccia (Lariano)
Caloncia (Sezze)
Cappeddu de predi (Gesturi) (Sardegna)
Trulla (Liguria)
Sinonimi
Agaricus procerus Scop., Fl. carniol., Edn 2 (Vienna) 2: 418 (1772)
Lepiota procera (Scop.) Gray, A Natural Arrangement of British Plants (London) 1: 601 (1821)
Lepiotophyllum procerum (Scop.) Locq., Bull. mens. Soc. linn. Lyon 11: 40 (1942)
Amanita procera (Scop.) Fr., Anteckn. Sver. Ätl. Svamp.: 33 (1836)
Mastocephalus procerus (Scop.) Pat., Essai Tax. Hyménomyc. (Lons-le-Saunier): 171 (1900)
Leucocoprinus procerus (Scop.) Pat., (1900)
Macrolepiota procera (Scop.) Singer, Pap. Mich. Acad. Sci. 32: 141 (1948) f. procera
Macrolepiota procera f. macrospora Singer
Agaricus procerus Scop., Fl. carniol., Edn 2 (Wien) 2: 418 (1772) var. procerus
Agaricus annulatus Lightf., Fl. Scot. 2: 1025 (1777)
Agaricus annulatus var. excoriatus Lightf., Fl. Scot. 2: 1025 (1777)
Etimologia
Macrolepiota: dal greco μακρόϛ macrós = grande e dal genere di funghi Lepiota: dal greco λεπίϛ λεπίδοϛ lepís lepídos = squama e da οὖς, ωτόϛ oús, otós = orecchio (cappello): fungo col cappello squamoso; quindi una Lepiota di grandi dimensioni.
procera: dal latino procerus = cresciuto di più, per la sua imponente statura.
Habitat - Territorio
Cresce dalla primavera all'autunno inoltrato su terreno anche sassoso, nelle radure, nelle aperture assolate, lungo i sentieri interni, dei boschi di latifoglie e conifere, ma preferibilmente nei prati a pascolo ai margini del bosco.
Cappello
Il cappello è inizialmente sferoidale, poi convesso e piano a maturità; è dotato di umbone bruno o bruno-grigio, liscio al centro e quindi coperto di scaglie fioccose e brunicce, con caratteristica disposizione radiale, sempre più rade verso il margine che si presenta sfrangiato. La cuticola è color nocciola-biancastra, fibrillosa e setosa. Di dimensioni ragguardevoli che vanno dai 10 finanche ai 25 cm.
Lamelle
Fitte, alte, ventricose, distanti dal gambo, bianche o con sfumature rosee, poi giallastre e brune al tocco.
Gambo
Il gambo è assai slanciato e sottile (20–45 cm x 10–20 mm), di diametro pressoché costante e normalmente diritto, fibroso, duro, cavo e cilindrico. Bulboso al piede, è adornato da un anello doppio, scorrevole e ampio. Al di sotto dell'anello è presenta la caratteristica ed evidente squamatura color caffellatte
Anello
Ampio e vistoso, doppio, mobile con l'orlo lacerato, bianco all'esterno, ma brunastro nella parte rivolta al terreno.
Carne
La carne è bianca e tendente al rosato o al rossastro al taglio, fioccosa, tenera, poco consistente e fragile nel cappello, è fibrosa (quasi legnosa) nel gambo
Odore
Odore tenue di farina fresca negli esemplari giovani, di brodo negli esemplari stagionati.
Sapore
Sapore gradevole di nocciola.
Microscopia
Spore 13-20 × 9-13 µm, ellittiche, bianche, metacromatiche con evidente poro germinativo.
Cheilosistidi: le cheilocistidi sono di dimensioni 40 x 12 µm, clavate o cilindriche.
Pleurocistidi assenti.
Sporata bianca.
Commestibilità - Tossicità
Commestibile con cautela: fungo leggermente tossico da crudo, che necessita di prolungata cottura, ne va perciò evitata la preparazione alla piastra o alla griglia, in quanto le parti interne potrebbero rimanere parzialmente crude. Va consumato solo il cappello.
Si presta per la preparazione di cotolette, quando il cappello è totalmente aperto e con le lamelle ancora bianche, mentre con gli esemplari più giovani non ancora aperti si possono preparare frittate.
Gli esemplari essiccati spontaneamente sono più aromatici e dovrebbero aver perso la loro tossicità; si consiglia comunque di consumarli previa cottura.
Si raccomanda di non immergere in acqua il gambo degli esemplari ancora chiusi, per accelerarne l'apertura. Ciò potrebbe comportare una maggiore tossicità del fungo
Specie simili
Difficilmente confondibile con altre specie congeneri, in virtù della sua notevole stazza. Tuttavia, in condizioni climatiche ed ambientali particolari, la M. procera si presenta di dimensioni assai ridotte rispetto alla norma e pertanto può essere confusa facilmente con specie somiglianti. Particolarmente pericolosa è la confusione con le specie del genere Lepiota, di dimensioni molto più piccole (diametro di pochi cm), molte delle quali sono velenose o mortali.
Specie simili per taglia e aspetto sono:
Leucoagaricus nympharum (edule), più piccolo.
Macrolepiota excoriata (edule da cotto e velenoso da crudo), che si distingue per la tipica lacerazione della pellicola al margine del cappello e per il gambo sostanzialmente privo di decorazioni ed appena sfumato.
Macrolepiota mastoidea (edule), che però si distingue facilmente per l'umbone aguzzo, il cappello che ricorda una mammella, e la poco evidente decorazione screziata sul gambo.
Macrolepiota prominens, più piccolo.
Chlorophyllum rhacodes (velenoso sia crudo che da cotto), in particolare quando il cappello è ancora sferoidale, che presenta un deciso viraggio della carne all'arancio e poi al rosso. Il gambo è privo di squame.[3]
Clorophyllum rhacodes var. hortensis (velenoso sia da crudo che da cotto), che si distingue per il gambo ancora più tozzo e bulboso del Chlorophyllum rhacodes.
Chlorophyllum molybdites (sinonimi: Macrolepiota molybdites o Lepiota morgani) (velenoso), assai simile per dimensioni ma dalla sporata verdastra e diversamente decorato sul gambo e sul cappello.
Note
È prudente non mangiare Lepiota il cui diametro sia inferiore a 8 cm per non confonderle con le Lepiota del gruppo helveola, o altre velenose o mortali. Per le misura si fa riferimento al fungo adulto e quindi con cappello completamente aperto.