Armillara mellea
Funghi commestibili dopo cottura
Armillara mellea
Tassonomia
Regno Fungi
Famiglia Physalacriaceae
Genere Armillaria
Specie A. mellea
Nomi Comuni
Chiodino del miele, fungiu 'e troccanu, famigliola buona, Agarico di miele, fungo della zocca,
Gabireu, ciuìn (nel milanese e pavese)
Famiòla (in piemontese)
Ciodèl (in bresciano)
Aigagni (appennino tosco-emiliano)
Sementrecoli (Monti Cimini)
Ragagnén, murgaién (appennino bolognese)
Armillaire couleur de miel (FR)
Honiggelber Hallimasch (DE)
Katzbalger (DE)
Sinonimi
Armillariella mellea (Vahl : Fr.) P. Karst. 1881
Clitocybe mellea (Vahl : Fr.) Ricken 1915 ilát
Etimologia
Armillaria: da "armilla" = anello molto vistoso e persistente, svasato e libero verso l'altro (residuo del velo parziale).
mellea: dal latino melleus = color del miele,
Habitat - Territorio
Cresce in autunno a cespi su alberi vivi, alla base di ceppaie, qualche volta tra l'erba che occulta radici; a volte anche solitaria assumendo maggiori dimensioni.
Cappello
3-15 cm, convesso, ma presto piano e umbonato con l'età, margine ondulato, striato ed infine fessurato; cuticola viscida col tempo umido; colore del miele o della cannella o del cuoio, brunastro o bruno rossastro o olivastro a seconda delle piante che la ospitano. Più scuro al centro con sottili squame irte, maggiormente presenti nell'umbone centrale del cappello, che in parte, scompaiono con la maturità.
Lamelle
Rade, basse, un poco decorrenti sul gambo; prima biancastre con iridescenze gialle o rosee, poi stinte e con tonalità sempre più scure.
Gambo
5-7(18) × 0,5-3,0 cm, slanciato, fibroso, elastico, midolloso, assottigliato verso la base quando cresce in cespi, allargato e bulboso alla base se solitario; roseo e striato in alto, brunastro e via via più scuro dall'anello al piede.
Anello
L'anello, oltre ad essere consistente e piuttosto evidente, è bianco e striato nella parte superiore, giallastro e d'aspetto fioccoso nella parte inferiore
Carne
Soda quella del cappello, fibrosa e coriacea quella del gambo, che per tale motivo non deve essere utilizzato ai fini alimentari.
Odore
Odore tenue, fungino, non molto gradevole.
Sapore
Sapore acidulo, dolciastro.
Spore
Bianche in massa, lisce, ellissoidali, 8–9 × 5–6,5 µm.
Commestibillità - Tossicità
Buono se ben cotto, escludendo il liquame che si forma nella prima cottura ed il gambo coriaceo. Si presta anche alla conservazione. Si consiglia di schiumare con ramaiolo durante la bollitura per eliminare il viscidume indigesto e di non raccoglierla mai dopo gelate o congelarla cruda, in questi ultimi due casi diverrebbe tossica.
Note
E' un fungo camaleontico a seconda del ceppo ospite: giallo miele se nasce dal Gelso, bruno o bruno-rossastro dalle Querce fino a volte completamente candido se ospite dell'Acacia.
Specie simili
Può essere confuso con la Kuehneromyces mutabilis (Schaeff. : Fr.) Singer & A.H. Sm. = Pholiota mutabilis (Schaeff. : Fr.) P. Kumm. al pari ottima specie commestibile, forse superiore, o con Hipholoma fasciculare (Huds. : Fr.) P. Kumm, diversamente velenoso, che però ha lamelle che da giallo verdastro diventano nere, oltre all'amaro sapore della carne, la superficie del cappello sempre liscia e la presenza di un effimero anello nel gambo.
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