Lepiota clypeolaria

Funghi non commestibili

Lepiota clypeolaria

Tassonomia

Regno Fungi

Famiglia Agaricaceae

Genere Lepiota

Specie L. clypeolaria


Nomi comuni

Scudo screziato

Lepiota en escudo (Spagna)

Lépiote en bouclier (Francia)

Shield dapperling (Inghilterra)


Sinonimi

Agaricus clypeolarius Bulliard 1789 (basionimo);

Agaricus colubrinus Persoon 1801;

Agaricus columbinus Bulliard 1789;

Lepiota colubrine (Persoon) S.F.

Lepiota ochraceosulfurescens


Etimologia

Lepiota: dal greco lepís (λεπίς) = squama e oús, otós (οὖς, ωτός) = orecchio, ovvero orecchio squamoso.

clypeolaria: dal latino clypeus = scudo, per la forma del cappello.

Habitat - Territorio

Fungo saprofita. Predilige i terreni ricchi di humus dei boschi di latifoglie non disdegnando le foreste di conifere, fruttifica dalla tarda estate a tutto l'autunno.

Cappello

4-8 cm, di piccole o medie dimensioni, semigloboso in gioventù, campanulato-convesso a maturazione, infine piano-convesso, normalmente presenta un umbone abbastanza largo ed ottuso.

La cuticola è compatta solamente nella zona discale, altrove è dissociata, già nei primordi, in minute squamule fulvo–ocracee su un fondo biancastro, disposte concentricamente si diradano in prossimità del margine ed in vecchiaia tendono a disgregarsi rendendo più visibili le fibrille biancastre del fondo.

Il margine è debordante, appendicolato e rimane tale anche in età avanzata.

Lamelle

Lamelle mediamente fitte, disuguali ed intercalate da lamellule di varia lunghezza, biancastre ma leggermente gialline alla manipolazione, filo concolore, piuttosto denticolato, fioccoso

Gambo

7-10 × 0,5-0,8(1) cm, cilindriforme, slanciato, con caratteristico rigonfiamento verso la base dove può presentarsi anche ricurvo, stopposo, rapidamente cavo, delicato e fragile, con apice leggermente striato, altrove ricoperto quasi interamente da fiocchi biancastri e decorato da squamule irregolari color miele, biancastre verso la base che imbruniscono leggermente al tocco.

Anello

Anello poco delineato e fugace.

Carne

Molto delicata, esigua nel cappello, stopposa nel gambo, di colore biancastro, sfumata di giallino nella zona corticale.

Odore

Odore canforato simile a quello della Lepiota cristata. Molto forte penetrante e sgradevole

Sapore

Sapore non apprezzabile o un poco dolce acidulo.

Microscopia

Spore fusiformi, di dimensioni 11,5-15,5 x 5,2-6,5 μm

Sporata bianca


Commestibilità - Tossicità

Non commestibile come tutte le Lepiota di piccola taglia. Specie sospettata di tossicità insufficientemente conosciuta, da sottoporre a nuove indagini e valutazioni.

Specie simili

Lepiota ventriosospora si potrebbe considerare un suo "sosia"; elementi distintivi macroscopici sono osservati nel residuo del velo generale marcatamente giallastro e non bianco.

Lepiota ignivolvata possiede una taglia più robusta, anello più evidente e disposto obliquamente con margine caratteristicamente aranciato, imbrunente in vecchiaia, il gambo meno fioccoso e di colore arancio-rossastro alla base, carattere meglio osservabile in età avanzata o dopo manipolazione. La fragilità dei carporfori escluderebbe confusioni con specie commestibili.

Note

È una delle poche Lepiota di media taglia di consistenza fragile, difficoltosa è la raccolta senza comprometterne l'integrità.