Amanita rubescens

Funghi commestibili dopo prolungata cottura

Amanita rubescens

Tassonomia

Regno Fungi

Famiglia Amanitaceae

Genere Amanita

Specie A. rubescens


Nomi comuni

Amanita rossa

Tignosa vinata

Tignosa rosseggiante


Etimologia

Amanita: dal greco Ἀμανὶτης [Amanitos] = fungo del monte Amano, da Ἄμανος [Amanos] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità.


rubescens: dal latino rubescens = rosseggiante, per la proprietà della carne di virare al rosso-vinoso.

Habitat - Territorio

Ovunque presente e diffusa, dalla montagna alla pianura, in tutti i boschi, sia di latifoglie che di conifere. Tra i primissimi funghi a fare la sua comparsa, già da Aprile Maggio, prosegue con le nascite fino all'autunno anche inoltrato.

Cappello

4-10 cm, globoso, poi sempre più espanso fino ad appianato, margine pileico non striato, interamente rivestito da residui velari scagliosi ed acuti di tonalità grigiastra. Cappello rossastro, rosso brunastro, tendente a decolorarsi con l'età o con piogge intense.

Lamelle

Lamelle molto strette e distanziate dal gambo, alte e fragili, biancastre, con presenza di maculature rossastre se vetuste o manipolate.

Gambo

1-3 × 8-18 cm, rettilineo, progressivamente si allarga verso la base che presenta aspetto bulboso, superficie liscia. Bianco in alto e poi sempre più sfumato di rosa fino al rosso verso la base

Anello

Possiede un anello carnoso, inserito in posizione sommitale, che ricade con ampio gonnellino sul gambo, colorato nella faccia inferiore, giallo nella minuta varietà annulosulphurea.

Volva

Volva non ben visibile, il velo generale si frammenta e residua alla base del gambo solo delle piccole protuberanze perliformi.

Carne

Biancastra, tende ad assumere sfumature rossastre se tagliata, soda e spessa quella del cappello, filacciosa quella del gambo. contusa, larvata.

Odore

Odore non significativo.

Sapore

Sapore dolciastro, aromatico. Comunque gradevole. A volte leggermente acre.

Microscopia

Spore bianche in massa, ovoidali, a reazione amiloide 8-10 x 7 µm.


Commestibilità - Tossicità

Buon commestibile da consumare cotto, contiene tossine termolabili, si disgregano e svaniscono con adeguata cottura.

Velenoso da crudo.

Da cotto diventa commestibile: contiene sostanze tossiche termolabili, nella fattispecie "emolisine", che svaniscono dopo una cottura ad oltre 60°. È comunque opportuno non cuocerlo alla piastra, in quanto le parti interne potrebbero rimanere crude o non cotte adeguatamente, con conseguente crisi emolitica di gravità variabile a seconda della quantità di fungo crudo ingerito.


Specie simili

Si consiglia prudentemente di non raccogliere e consumare quegli esemplari che non presentano i caratteristici colori rosso-vinoso, ancor di più ed in particolare, in caso di assenza del viraggio della carne dopo opportuna resezione. Questo per la confusione possibile con la somigliante e tossica Amanita pantherina (DC. : Fr.) Krombh., dalla quale si distingue per l'assenza di striature al margine del cappello, per i residui velari grigiastri, per il viraggio della carne e in particolare per l'assenza della caratteristica volva circoncisa. Altra specie molto vicina e Amanita franchetii (Boud.) Fayod, con carne bianca non virante e residui velari giallastri.

Osservazioni

Pur trattandosi di un buon commestibile, aromatico, delicato, non deve mai essere consumato in preparazioni che non ne garantiscano adeguata cottura, alla griglia risulterebbe quasi crudo nelle parti interne, con conseguente grave rischio di intossicazioni con sindrome emolitica.

Curiosità

Il sapore di questa Amanita molto dolciastro e forte può non risultare a tutti congeniale, nei misti va quindi dosata per evitare eccessi di predominanza, se utilizzata da sola deve prima essere sperimentata, in quanto potrebbe risultare ad alcuni non gradita.