Lepista nuda
Funghi commestibili dopo cottura
Lepista nuda
Tassonomia
Regno Fungi
Famiglia Tricholomataceae
Genere Lepista
Specie L. nuda
Nomi comuni
Agarico nudo
Agarico montano
Agarico violetto
Cardinale viola (in quanto cresce nello stesso periodo e molto di frequente nelle vicinanze della Lepista nebularis, soprannominata "cardinale")
Ordinale viola
Funzu de Santa Cataenna (fungo di Santa Caterina, Genova)
Fungo di Santa Catena
Violetta
Sinonimi
Clitocybe nuda (Fr.) Bigelow & Smith 1969
Tricholoma nudum (Bull.: Fr.) Kummer 1871
Rhodopaxillus nudus (Bull.) Maire 1913
Etimologia
Lepista: dal greco λεπιστόϛ lepistós = sbucciato, nel significato di nudo, pelato: fungo privo di particolari ornamenti.
nuda: dal latino nudus= nudo. Per il rivestimento pileico liscio.
Habitat - Territorio
Cresce nel tardo autunno, dopo i primi freddi e fino ai primi geli, a gruppi, spesso a cerchi, in luoghi molto umidi e molto ricchi di humus, nei boschi di latifoglie e di conifere, spesso ai loro margini. Fungo cosmopolita, può trovarsi ovunque e può venir coltivato in giardino.
Cappello
4-15 cm di diametro, convesso-appianato, talvolta anche depresso al centro, liscio, opaco, umido. Margine pruinoso a lungo involuto, poi svolto, ondeggiante, abbastanza regolare.
Cuticola facilmente staccabile, di un bel colore viola, con sfumature fulvo-rossastre, con l'età diventa brunastro e da vecchio impallidisce in sfumature lilla chiaro o grigio-rosato.
Lamelle
Fitte, alte e sottili, quasi compatte, facilmente staccabili a pacchetti, sinuate o leggermente decorrenti sul gambo con un uncino. Di colore viola, lilla-bluastre, poi ocracee.
Gambo
5-12 × 1,5-3 cm di diametro, cilindrico, grosso, pieno, fibroso, un po' ingrossato alla base ricoperta da evidenti residui miceliari. Elastico e fibroso, di colore lilla o viola con fibrille longitudinali bianco-argentee più evidenti alla sommità.
Carne
Tenera, delicata, pallida, con tempo piovoso si impregna d'acqua. Grigio-biancastra con riflessi violacei.
Odore
Odore caratteristico, molto complesso ed intenso, non ben definibile. Fruttato.
Sapore
Sapore dolce, delicato.
Microscopia
Spore 7-8 × 4-5 µm, ellissoidali, leggermente verrucose, pressochè ialine (trasparenti) al microscopio.
Sporata rosa-carnicina
Commestibilità - Tossicità
Da raccogliere con tempo asciutto. Buono e saporito solo dopo adeguata cottura, almeno 15 minuti dal primo bollore.
Lievemente tossico da crudo. Contiene trealosio, uno zucchero di difficile digeribilità per la maggior parte della popolazione. Proprio per la presenza del trealosio, se ne consiglia un consumo molto moderato la prima volta, per aver modo di verificare possibili sensibilità individuali e allergie.
Vivamente sconsigliato ai meno esperti, in quanto facilmente confondibile con alcune specie tossiche o sospette del genere Cortinarius.
Specie simili
Cortinarius caesiocyaneus e Cortinarius variicolor (commestibili ma sconsigliati per la somiglianza con specie congeneri color viola non eduli oppure sospette)
Cortinarius coerulescens e Cortinarius rufoolivaceus (non eduli, sospetti)
Lepista glaucocana (discreto commestibile), cui somiglia molto fatta eccezione per il cappello di colore rosa sbiadito anziché violetto. I cercatori potrebbero tuttavia essere tratti in inganno da forme decolorate (abbastanza comuni) di L. nuda. L'odore fruttato di quest'ultima specie può aiutare nella determinazione
Lepista sordida (discreto commestibile), di taglia più piccola e dall'odore meno grato
Cortinarius violaceus (mediocre commestibile), di taglia più grande e dall'odore debole.
Le suindicate specie di Cortinarius sono riconoscibili grazie al colore delle spore (color "ocra" in massa e non rosa), ai residui di cortina spesso presenti sul gambo nonché all'odore che spesso è rafanoide nei Cortinari.
Note
Si presta molto bene alla coltivazione, ma in Italia è un fungo sconosciuto ai più.