Leccinellum lepidum
Funghi commestibili dopo cottura
Leccinellum lepidum
Tassonomia
Regno Fungi
Famiglia Boletaceae
Genere Leccinellum
Specie L. lepidum
Nomi comuni
Leccino
Porcinello
Servo delle lizze (Lunigiana, Toscana, e dintorni)
Sinonimi
Leccinum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bon & Contu 1990
Etimologia
Leccinellum: dal latino leccìnus, a , um = relativo al Leccio (Quercus ilex L.; dal latino ìlex, ìlicis = leccio).
lepidum: dal latino lèpidus, a, um = piacevole, gradevole, delizioso; relativamente alla sua buona commestibilità o al suo aspetto.
Habitat - Territorio
Tipico dei boschi di Querce sempreverdi dell’area mediterranea: Quercus suber L. (Quercia da sughero) e Quercus ilex L. (Leccio). Inizia a comparire in autunno e continua a crescere nei boschi a clima caldo e temperato per tutto l’inverno, fino agli inizi della primavera. La sua crescita è abbondante in alcune annate particolarmente favorevoli per pioggia e per temperatura mite.
Cappello
5-15 cm, dapprima emisferico poi convesso, mai piano, margine regolare e leggermente eccedente, superficie mai liscia ma rugosa, gibbosa o bitorzoluta.
Cuticola facilmente asportabile quando è untuosa, viscosa per pioggia o tempo umido, meno asportabile quando diventa vellutata, feltrata e opaca con tempo secco. Il colore varia dal nocciola chiaro al bruno molto scuro con tendenza a schiarire diventando giallastro, giallo limone verso il margine.
Pori
Piccoli, circolari, concolori ai tubuli; diventano oliva per via della sporata.
Tubuli
Piuttosto lunghi, liberi, color giallo paglierino da giovani, poi giallo-sporco e verde oliva.
Gambo
6-12 × 2-5 cm dapprima obeso, poi cilindrico con ingrossamento nella parte mediana, a volte ricurvo, con base quasi radicante e infossata nel terreno. Colore di fondo giallo citrino o giallastro. La superficie presenta fini granulazioni in rilievo rilevabili anche al tatto; tali granulazioni sono giallastre nei giovani esemplari, poi scuriscono fino al brunastro in età diventando più visibili per contrasto col colore di fondo.
Carne
Nel cappello è inizialmente soda, poi molle mentre è più dura e fibrosa nel gambo. Di colore biancastro con sfumature gialle, vira al taglio a un rosa molto leggero poi al rosa violaceo e infine al grigio .
Odore
Gradevole, leggero ed aromatico, come di muschio.
Sapore
Piuttosto grato, dolciastro.
Microscopia
Sporata color oliva.
Commestibilità - Tossicità
Buon commestibile dopo adeguata cottura, si consiglia però di utilizzare solo gli esemplari non troppo maturi e di scartare il gambo, duro e fibroso.
Si consiglia di eliminare i tubuli negli esemplari troppo vecchi.
Non risulta che i generi Leccinum e Leccinellum annoverino specie velenose o non commestibili.
Specie simili
Leccinellum corsicum (Rolland) Bresinsky & Manfr. Binder, di dimensioni inferiori, legato al sottobosco di macchia che vive in stretta simbiosi con gli arbusti di Cisto: Cistus monspeliensis L.(Cisto di Montpellier), Cistus incanus L. (Cisto rosso), Cistus salviifolius L. (Cisto femmina), e che mostra un viraggio spesso più rossiccio, rispetto a quello più violaceo di Leccinellum lepidum.
Leccinellum crocipodium (Letell.) Della Maggiora & Trassin. con cuticola che tende a screpolarsi; quest’ultimo fungo cresce anche in ambienti non mediterranei ed è legato in simbiosi con alberi di Querce caducifoglie.