Macrolepiota excoriata
Funghi commestibili, dopo cottura
Macrolepiota excoriata
Tassonomia
Regno Fungi
Famiglia Agaricaceae
Genere Macrolepiota
Specie M. excoriata
Nomi comuni
Bubbola buona
Bubbola di prato
Fungo della rugiada
Agarico escoriato
Sinonimi
Lepiota excoriata (Schaeff. : Fr.) P. Kumm. 1871
Leucocoprinus excoriatus (Schaeff. : Fr.) Pat. 1900
Leucoagaricus excoriatus (Schaeff. : Fr.) Singer 1948
Etimologia
Macrolepiota: dal greco μακρόϛ macrós = grande e dal genere di funghi Lepiota: dal greco λεπίϛ λεπίδοϛ lepís lepídos = squama e da οὖς, ωτόϛ oús, otós = orecchio (cappello): fungo col cappello squamoso; quindi una Lepiota di grandi dimensioni.
excoriata: dal latino “excoriatus”= scorticato, per la cuticola che si lacera, assomigliante ad escoriazioni.
Macrolepiota excoriata
Habitat - Territorio
In estate, ma soprattutto in autunno, gregaria o a grandi gruppi, nei terreni incolti ed in quelli coltivati, nei prati e pascoli sommitali, lungo i sentieri, nelle radure boschive, al margine delle boscaglie.
La predisposizione per i prati e gli spazi aperti è tipica di questa specie e la contraddistingue dalle altre Macrolepiota.
Cappello
4-7(10)cm, emisferico poi sempre più aperto ed infine disteso. Cuticola biancastra, grigia, ocracea o brunastra, più scura al centro spesso umbonato.
Con lo sviluppo del cappello la cuticola si ritrae, frammentandosi all'orlo e lasciando intravedere il derma sottostante più chiaro, serico e lucente, margine spesso fioccoso.
A maturità le squame disegnano sul cappello una caratteristica decorazione più o meno a raggi, stellata.
Lamelle
Alte, sottili, fitte, libere al gambo, agevolmente separabili, bianche poi sempre più crema a maturazione, imenio presentante numerose lamellule.
Gambo
4-9 × 0,5-1,5 cm, biancastro a volte con aloni rosati o gialli ocracei, liscio o leggermente tormentoso, privo di decorazioni e disegni visibili, fibroso, midolloso e presto vuoto.
Cilindrico per poi allargarsi al piede tipicamente a bulbo come in tutte le Macrolepiota.
Anello
Anello semplice, mobile, disposto generalmente in posizione mediana sul gambo o nel terzo superiore, membranoso, biancastro e ingrossato al bordo più scuro e smerlettato.
Carne
Biancastra o bianca, immutabile, quella del cappello. Fibrosa e coriacea quella del gambo.
Odore
Odore tenue, gradevole di fungo.
Sapore
Sapore dolce di nocciola, ricorda quello della Macrolepiota procera.
Microscopia
Spore ellissoidali, lisce, ialine (trasparenti), con poro germinativo, 13-15,5 × 8,5-9,5 µm.
Basidi clavati tetrasporici
Pleurocistidi assenti
Sporata bianca
Commestibilità - Tossicità
Ottima. Si utilizza solo il cappello: i gambi sono troppo duri ma commestibili.
Da cruda è tossica.
Specie simili
In letteratura scientifica sono descritte numerose forme e varietà attribuite a diverse entità di questa multiforme specie. La variabilità in tutte le Macrolepiota è talmente spinta che per assurdo descrivendo con dovizia di particolari ogni singola raccolta, si potrebbe arrivare a giustificare per differenze macro e micro la creazione di innumerevoli "nuovi" taxa. Essendo la più piccola delle Macrolepiota, presenta un anello in proporzione piccolo, semplice e facilmente caduco e potrebbe nei casi limite essere confusa con pericolose Lepiota, il buon odore e sapore e in particolare la stabile presenza di un piede nettamente bulboso aiutano enormemente nella delimitazione della specie.
Può confondersi con
Chlorophyllum rhacodes
Macrolepiota procera
Macrolepiota konradii (Huijsman ex P.D. Orton) M.M. Moser, che presenta gambo decorato e cappello a maturità desquamato,
Macrolepiota mastoidea (Fr. : Fr.) Singer, dal cappello tipicamente mammellonato e decorato con minutissime squame disposte in modo concentrico.
Non confonderla con Leucoagaricus bresadolae (Schulzer) Bon & Boiffard, tossica, che cresce nei giardini, è sempre associata a residui legnosi o di segatura, con viraggi arancio rossastri alla sezione.
Note
Facilmente riconoscibile per il gambo biancastro e quasi nudo, l'anello semplice e mobile, la cuticola tipicamente desquamata, che disegna una tipica forma stellata sul cappello, il piede fortemente ingrossato bulboso.
Si tratta dell'unica Macrolepiota con ecologia tipicamente prativa.