Bolbitius titubans

Funghi non commestibili

Bolbitius titubans

Tassonomia

Regno Fungi

Famiglia Bolbitiaceae

Genere Bolbitius

Specie B. titubans = vitellinus


Nomi comuni

Goldmistpilz = Fungo di sterco d'oro (dal Tedesco)


Sinonimi

Bolbitius vitellinus (Pers. : Fr.) Fr. 1838

Bolbitius vitellinus var. titubans (Bull. : Fr.) M.M. Moser ex Bon & Courtec. 1987


Etimologia

Bolbitius: dal greco bòlbiton = sterco di bue

titubans: dal latino titubantia = titubanza, che barcolla

vitellinus: dal latino vitellus = tuorlo d'uovo

Habitat - Territorio

Abbastanza comune, soprattutto dopo forti piovaschi, su terreni dove abbonda sostanza organica, su resti in decomposizione, anche su letame animale e luoghi concimati; dall’estate all’autunno.

Cappello

Da 1 a 6 cm, inizialmente chiuso sul gambo, ovoidale-campanulato, poi sempre più aperto, infine disteso ed espanso; carnosità quasi nulla, margine striato; cuticola decisamente viscida, soprattutto nei primordi, gialla in varie tonalità, brillante, talvolta leggermente reticolata, tende con l'età a dissociarsi in piccole verruche per poi divenire biancastra e infine grigiastra; talora presenta tonalità verdognole.

Lamelle

Lamelle poco spesse ed abbastanza spaziate, da bianche a gialle nel giovane, tendenti all’ocra-brunastro con la crescita (per il colore delle spore a maturazione), tanto da conferirgli la caratteristica tonalità rosa-argilla, con filo bianco perché sterile e finemente dentellato.

Gambo

Cilindrico, slanciato 2-8 × 0,4-0,8 cm, alcune volte non perfettamente rettilineo, cavo, fragile, biancastro-giallognolo (giallo vivo all'apice e bianco tomentoso alla base), cosparso nella sua interezza da una leggera pruina concolore.

Carne

Ridotta, quasi inesistente.

Odore- Sapore

Odore e sapore non significativi.

Microscopia

Sporata ocra.

Spore: 11,4-12,9 × 6,3-7,9 µm; Qm = 1,7; ellissoidali, lisce, marrone ruggine, con evidente poro germinativo, parete spessa e doppia; con presenza di piccole guttule all'interno.

Basidi corti, tetrasporici, claviformi, sferopeduncolati, frammisti a numerose pseudoparafisi globose.

Cheilocistidi di forma variabile: clavati, lageniformi, a birillo, utriformi con presenza di diverticoli

Pleurocistidi assenti.

Caulocistidi sinuosi, clavati, subcapitulati, a volte digitati.

Pileipellis imeniforme, formata da cellule claviformi.


Commestibilità

Non commestibile. Comunque troppo piccolo e fragile per avere interesse e valore alimentare.


Osservazioni

Questa piccola specie dal portamento esile è simile ad alcuni Coprinus, ma non è deliquescente e ha sporata ocra-brunastra e non nerastra. Si riconosce abbastanza agevolmente grazie al bel colore giallo vivo o giallo cromo almeno negli esemplari giovani; per l’esiguità della carne quasi ridotta alla sola cuticola e con assenza di odore e sapore; per la colorazione rosa-argilla delle lamelle a maturazione; per il gambo fibrilloso o pruinoso, di consistenza cedevole, bianco alla base e quasi concolore al cappello nella parte superiore. Il cappello e il gambo tendono a sbiadire a maturità.

Simili - Varietà

Bolbitius vitellinus var. olivaceus Gillet si distingue per i colori olivaceo-bruni del pileo e per una differente rugosità del cappello. Entrambi i caratteri secondo il nostro punto di vista sono dovuti a una semplice variabilità della specie o a fenomeni esterni, come ad esempio il vento e il caldo, i quali disseccano e screpolano la superficie del cappello, con i conseguenti cromatismi più olivacei;

Bolbitius variicolor G.F. Atk. è molto simile, si distingue per le caratteristiche vergature a reticolo di colore bruno vinoso che ornano il disco del cappello;

Bolbitius reticulatus (Pers. : Fr.) Ricken presenta colori pileici tendenti al grigio lilacino, superficie del cappello quasi interamente reticolata e non solo al disco come per la specie precedente, habitat su ceppaie di Faggio, Betulla e Pioppo, solitamente in singoli esemplari, per il suo habitat, così evidentemente lignicolo, a volte viene confuso con alcune specie del genere Pluteus; raro;

Bolbitius aleuriatus (Fr. : Fr.) Singer è molto simile al precedente ma con cappello privo di reticolo, vengono ormai correntemente considerati come manifestazioni ecologiche della stessa specie;

Bolbitius coprophilus (Peck) Hongo si caratterizza per il cappello rosa tenue da giovane, presto grigio giallastro, imbrunente a partire dal margine, striato; gambo biancastro, spesso radicante, fortemente fioccoso; habitat su sterco di cavallo; raro;

Bolbitius demangei (Quél.) Sacc. & D. Sacc. è decisamente più robusto e presenta cromatismi biancastri, si trova spesso nei pascoli d'altura;

Bolbitius tener Berk, per lungo tempo conosciuto come Conocybe lactea (J.E. Lange) Métrod, è stato ricombinato nel genere Bolbitius per caratteristiche microscopiche, sebbene attualmente abbia quale nome corrente Conocybe apala (Fr. : Fr.) Arnolds. S riconosce macroscopicamente per le colorazioni pileiche bianco-avorio in contrasto con il color cannella delle lamelle.

La sinonimia tra Bolbitius vitellinus, Bolbitius variicolor e Bolbitius titubans, viene ormai accettata dalla maggior parte degli autori. Il taxon Bolbitius titubans, ha la precedenza sugli altri in base alle regole tassonomiche.