Chlorophyllum brunneum

Funghi velenosi

Chlorophyllum brunneum

Tassonomia

Regno Fungi

Famiglia Agaricaceae

Genere Chlorophyllum

Specie C. brunneum


Sinonimi

Macrolepiota rhacodes var. hortensis Pilát ex Wasser 1980

Macrolepiota rhacodes var. bohemica (Wichanský) Bellù & Lanzoni 1987


Etimologia

Chlorophillum: dal greco dal greco chloròs [χλωρός], = verde pallido e fýllo [φύλλο] = lamella, con le lamelle verdognole.

brunneum: dal latino brúnneus [a, um] = bruno, per il colore del viraggio.

002 - Chlorophyllum brunneum 01 - (Nino Mannina)

Habitat - Territorio

Cresce in zone aperte, prati, giardini, su terreno a base sabbiosa, con presenza di residui vegetali, dalla fine dell’estate all’autunno inoltrato.

Cappello

Inizialmente emisferico, poi convesso ed a completa maturazione appianato, al centro è presente un largo umbone ottuso, il margine tende a non distendersi completamente. La cuticola, di colore bruno-nocciola, inizialmente è unita, poi si lacera in una calotta discale molto ampia, mentre la parte restante verso il margine si dissocia in grossolane squame rettangolari, lasciando intravedere il fondo biancastro.

Lamelle

Bianche, fitte, larghe, arrossanti-imbrunenti per l’invecchiamento o per lo sfregamento. Filo intero e concolore, con l’età può diventare marrone.

Gambo

Tozzo, cilindrico, spesso più corto del diametro del cappello, attenuato all’apice e con un grosso bulbo bruscamente marginato alla base, anello semplice, privo di doppia corona, ampio, fioccoso, con la parte inferiore colorata di bruno-nocciola. .

Carne

Bianca, vira al taglio all’arancione e tardivamente al rosso scuro.

Odore

Odore fungino.

Sapore

Sapore dolce.

Microscopia

Spore ellissoidali, 9,9-12,3 × 6,8-8,0 µm, lisce, in posizione frontale ovoidali, con poro germinativo apicale e spesso con un’estremità troncata, destrinoidi, in massa bianche.

Basidi tetrasporici.

Cheilocistidi abbondanti clavati.

Pleurocistidi non osservati.

Pileipellis costituita da un trichoderma, con elementi terminali strettamente clavati, lobati e moniliformi.


Commestibilità - Tossicità

Si tratta di specie tossica, la sua ingestione provoca sindrome gastroenterica più o meno accentuata.


Specie Simili

Chlorophyllum rhacodes (Vittad.) Vellinga, si separa per le squame del cappello grandi e poligonali, l’anello doppio, il forte viraggio della carne al rosso, la base dello gambo che si ispessisce gradualmente e termina con un bulbo non marginato, le spore si presentano sia troncate che non troncate ed i cheilocistidi sono sferopeduncolati.

Chlorophyllum molybdites (G. Mey. : Fr.) Massee, si distingue per le lamelle presto di colore grigio-olivastre, il cappello poco squamettato, la base del gambo lievemente bulbosa e le spore di dimensione inferiore.

Chlorophyllum olivieri (Barla) Vellinga, differisce per una minuta squamettatura di colore grigio olivaceo del cappello, che poco contrasta con lo sfondo bianco, per il gambo poco bulboso, l’anello semplice.

Note:

Potrebbe essere scambiata per una

Macrolepiota procera group, ma si riconosce per il portamento massiccio, il gambo liscio e non decorato, il grosso bulbo marginato e la carne virante.

Più simile è il

Chlorophyllum rachodes che ha le squame del cappello più grandi, l’anello doppio e la carne fortemente virante al rosso.