Lactarius scrobiculatus
Funghi velenosi
Lactarius scrobiculatus
Tassonomia
Regno Fungi
Famiglia Russulaceae
Genere Lactarius
Specie L. scrobiculatus
Nomi comuni
Lattario butterato
Lattario a fossette
Peveraccio butterato
Pesce giallo (Siberia)
Sinonimi
Agaricus scrobiculatus Scop. (1772)
Agaricus intermedius Fr. (1815)
Galorrheus scrobiculatus (Scop.) P.Kumm. (1871)
Lactifluus scrobiculatus (Scop.) Kuntze (1891
Etimologia
Lactarius: dal latino lactarius = lattario, che produce latte, per il latice che secernono i carpofori appartenenti a questo genere.
scrobiculatus: dal latino scrobìculus che è diminutivo di scrobìs = buca, fossa. Quindi col significato di fossetta, piccola cavità. In riferimento agli scrobicoli (piccole fossette, come scolpite a bassorilievo) presenti sul gambo.
Habitat - Territorio
Cresce in abbondanza nelle foreste umide di Picea abies (L.) H. Karst. (Abete rosso o Peccio). Fungo simbionte. Cresce in montagna nei boschi di conifere, in estate-autunno.
Cappello
6-20 (25) cm, di medio-grandi dimensioni, carnoso, compatto, da piano-convesso a piano-depresso, anche con depressione marcata al centro. Margine involuto, solitamente regolare ma a volte ondulato. Cappello decorato da scrobicoli disposti soprattutto verso il margine che si presenta, specialmente all’inizio, tomentoso (ricoperto da peluria vellutata). Sempre nei giovani esemplari si notano piccole goccioline giallognole che, essiccando, determinano la formazione di macchiette ocra brunastre. La cuticola è brillante e vischiosa con tempo umido, asciutta ma sempre brillante con il secco, di colore giallastro, giallo miele, giallo ocraceo con riflessi aranciati, con leggere zonature, di aspetto rugoloso al centro.
Lamelle
Lamelle mediamente fitte, arcuate, da adnate a subdecorrenti, forcate e con anastomosi all’attaccatura del gambo, di colore giallo pallido, poi giallo crema a maturazione, macchiate di brunastro nelle fratture o dopo manipolazione, intervallate da lamellule. Filo intero, regolare e concolore, brunastro se corroso.
Gambo
3-7 × 2-4 cm, robusto, tozzo, cilindrico, talvolta un po’ allargato alla base o al centro, sodo in gioventù, poi farcito e infine cavo in vecchiaia, di colore biancastro, decorato da evidenti scrobicoli giallastro-ocracei di forma più o meno irregolare, più scuro verso la base e con tendenza a imbrunire in età adulta o per manipolazione. L’apice si presenta tipicamente pruinoso e privo di scrobicoli o, al più, con piccoli scrobicoli quasi impercettibili, in modo da formare una sorta di breve fascia o di alone biancastro uniforme. Carattere di aiuto per la corretta determinazione.
Carne
Biancastra ma subito giallastra alla sezione, di consistenza soda e compatta specialmente nel cappello.
Odore
Odore sgradevole, acidulo.
Sapore
Sapore inizialmente mite poi mediamente piccante
Latice
Latice non molto abbondante e di colore biancastro, vira al giallo dopo pochi secondi, sapore dolciastro, reagisce all’arancio con KOH (idrossido di potassio)
Microscopia
Spore crema-pallido.
Sporata crema.
Commestibilità - Tossicità
Tossico, provoca disturbi all’apparato gastrointestinale attribuibili a sindrome gastroenterica incostante.