Amanita pantherina

Funghi velenosi

Amanita pantherina

Tassonomia

Regno Fungi

Famiglia Amanitaceae

Genere Amanita

Specie A. pantherina


Nomi comuni

Tignosa bruna

Bigia


Sinonimi

Agaricus maculatus Schaeff. 1774


Etimologia

Amanita: dal greco Ἀμανὶτης [Amanitos] = fungo del monte Amano, da Ἄμανος [Amanos] = Amano, catena di monti tra la Cilicia e la Siria, nella Turchia asiatica, dove questa specie sembra fosse abbondante in antichità.


pantherina: dal latino pantherinus per l'aspetto maculato del cappello.

Habitat - Territorio

Fungo ubiquitario, assai comune. Cresce isolato o fortemente gregario, da luglio a novembre, al margine o nei boschi di aghifoglie e latifoglie.

Cappello

(5)7-10(16) cm, globoso poi aperto, infine completamente disteso, striato al margine, ricoperto da tantissime piccole verruche (resti del velo generale) fioccose, di colore bianco, disposte regolarmente in senso circolare, caduche e detersibili, tanto che possono lasciare il cappello quasi nudo. Colore brunastro che può diluirsi eccezionalmente fino al nocciola.

Lamelle

Lamelle distanziate dal gambo, alte e serrate; di colore biancastro o giallastre, più basse verso il gambo, con presenza di lamellule.

Gambo

10-25 × 1-3 cm, bianco, rettilineo, slanciato, leggermente ingrossato alla base in un bulbo che si presenta ornamentato da cerchi concentrici di verruche, resti del velo generale, inizialmente pieno, poi cavo fino a diventare tubuloso

Anello

Anello concolore al gambo, pendulo, fragile, tipicamente basso negli esemplari adulti, da membranoso a evanescente, talora appena percettibile, bianco e spesso decorato al margine dal alcune fioccosità concolori.

Volva

Nella zona basale è ricoperto da una volva aderente, stretta attorno al bulbo, bianca, adnata, di consistenza cremosa, soprattutto in alto, dove è circoncisa, poco sopra al bulbo forma attorno al gambo due o tre anelli più o meno concentrici.

Carne

Bianca anche sotto il rivestimento pileico, ricca di cavernosità nel gambo, poco consistente

Odore

Odore quasi nullo o appena di terriccio, rafanoide.

Sapore

Sapore dolciastro.

Microscopia

Spore bianche in massa, ovoidali, lisce, non amiloidi, 10-12 x 7-9 µm.


Commestibilità - Tossicità

Velenoso, talora mortale. Provoca avvelenamento di tipo neurotropico simile, ma più grave, a quello provocato dall’Amanita muscaria. I sintomi compaiono da trenta minuti a tre ore dopo l’ingestione. I principi tossici colpiscono prevalentemente il sistema nervoso centrale.

Causa la sindrome panterinica ad impronta psicomotoria, generalmente benigna, che provoca disturbi gastrointestinali (non sempre presenti) e disturbi nervosi a componente psichica come: eccitazione psicomotoria, vertigini, ebbrezza, euforia, disturbi di fonazione, stato ansioso, depressione, allucinazioni, sonno profondo. La terapia consiste in gastrolusi, carbone attivo, solfato di magnesio, infusioterapia, sedativi.


Specie simili

Da segnalare la varietà abietum (E.-J. Gilbert) Neville & Poumarat, con portamento decisamente più robusto, crescita prevalentemente montana, pressoché assenza di rigatura al margine del pileo rispetto alla specie tipo, cappello bruno scuro e residui velari decisamente piatti e farinosi.

Amanita rubescens Pers. : Fr., commestibile dopo cottura, avente verruche grigie, anello alto, carne frequentemente con macchie vinose, colorazioni più o meno rossastre.

Amanita gemmata, (Fr.) Bertill. ha il cappello generalmente giallo o giallo-ocraceo, grigiastro crema nella fo. amici Gillet.

Amanita vaginata (gruppo) tutte commestibili dopo attenta cottura (tossica se poco cotta o cruda), ma prive di anello e con diversa volva.

Infine ricordiamo i fenomeni di decolorazione

Osservazioni

Veramente invasivo, alcune volte riveste interamente vasti tratti del bosco.

Curiosità

Anche questa specie si rileva una validissima spia per la ricerca dei pregiati porcini, stesso habitat.